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Blog di sopravvivenza aperto a tutti
Attraverso la risonanza magnetica funzionale e' oggi possibile monitorare la rigenerazione delle cellule danneggiate o distrutte da un ictus, da un tumore o da un altro trauma e dunque mirare alle terapie di sostegno. In Italia ogni anno si registrano 200 casi di ictus e 20.000 tumori del cervello e, per queste e per altre patologie, lo studio del cervello per immagini funzionali si sta rivelando una risorsa fondamentale.
I risultati degli ultimi studi sul cervello vengono presentati al 12° congresso Human Brain Mapping organizzazione che raggruppa studiosi del cervello a livello mondiale che si svolge per la prima volta in Italia. Da ieri fino a giovedi' al centro congressi si sono dati appuntamento circa 3.000 studiosi provenienti da 47 paesi.
''Per poter curare qualcosa - ha spiegato il professor Pietro Pietrini, presidente del congresso e docente di biochimica e biologia molecolare clinica all' universita' di Pisa - bisogna sapere come funziona il cervello in un soggetto normale. E' da li' che si parte per capire cosa c'e' di diverso quando abbiamo una patologia, sia la depressione che un'altra malattia mentale, per poi cercare di rimediare al deficit. Ma soprattutto con queste metodologie e' possibile vedere come il cervello reagisce a un trauma o a una lesione con la possibilita' di far fronte ai compiti delle diverse attivita' della mente anche quando una certa zona cerebrale viene lesa''.
''Le immagini che ci da' la risonanza magnetica - ha aggiunto - ci fanno vedere quali cellule siano ancora attive e come stiano lavorando alla rigenerazione dei tessuti cerebrali colpiti. Qui noi possiamo intervenire con sostegni farmacologici mirati e siamo cosi' in grado di valutarne direttamente l'efficacia''. Il professor Riitta Hari, dell'universita' di Helsinki, uno dei maggiori esperti di queste tecnologie ha a sua volta osservato che ''la risonanza magnetica funzionale fornisce informazioni con un'esattezza al millesimo di secondo sulle catene di attivazione nel cervello umano ed oggi e' uno strumento utile per neuro-scienziati cognitivi e clinici. Il tracciamento delle sequenze di attivazione temporali in millesimi di secondo e' importantissimo per capire i processi, l'azione motoria, la percezione e la produzione linguistica, ed anche l'interazione sociale. Le sfide future riguarderanno l'uso combinato di metodi di imaging cerebrale sensitivi di tempo e di spazio, studi su l'interazione in tempo reale fra zone differenti del cervello, e tentativi volti all' utilizzo di configurazioni sperimentali il piu' naturali possibile. Alcuni disordini del cervello, per esempio la dislessia, si manifestano come deficit di elaborazione temporale''.
28 commenti:
Ciao Lele
scusa il ritardo ma una sosta dopo Sr era d'obbligo.
Da parte mia, come argomento da trattare nel blog, propongo il concetto dei mediatori.
Aspettiamo le altre proposte.
Occhio di lince
Ciao,
l'argomento mi sembra piuttosto interessante; sentiamo che ne dicono gli altri. Procede la tua relazione di tirocinio? Io non ci ho messo ancora mano!
Bene,
direi che per mancanza di altre proposte e stringendo i tempi, il tema dei mediatori possa andare bene.
Come avete visto ho messo un sondaggio su quale sia il mediatore preferito. Vince (per ora) alla grande la voce mediatori Attivi. Non pensate che usare un solo mediatore per volta possa essere riduttivo? Mi spiego meglio: non credete che usare contemporaneamente o, meglio, contestualmente più mediatori per lo stesso obiettivo possa risultare più stimolante e coinvolgere più ragazzi? E, ancora, tutti i mediatori sono ugualmente adatti per ogni tipologia di handicap?
Se sono riuscita nell'impresa di entrare nel sito, sono troppo orgogliosa di me e.. molto riconoscente a Lele, che tramite l'effetto Pigmalione, mi continuava a dire che sono intelligente e che ci sarei , prima o poi,riuscita! Senza l'aiuto di mio fratello, tra l'altro. Comunque , sono in partenza per Marettimo, ritorno domenica e ....mi farò subito sotto!!! Bacioni a trutta la tribù, Floriana
Cari colleghi, ..le vacanze a Marettimo sono finite,.. ed i mediatori incombono!L'argomento da noi scelto è il tema del 2° modulo del Prof. Girelli,....sicuramente lo state studiando,visto che è in scadenza!Comunque, vi riporto due cose,che poterebbero offrirci lo spunto per un nostro scambio di opinioni:
a) " nell'ambito scolastico tra i mediatori più incisivi e significativi sull'allievo, vi sono proprio il clima e il tono educativi,creati dalla qualità dei rapporti interpersonali". (Larocca- Pedagogia Generale).
In effetti, già in diverse occasioni avevamo convenuto che l'insegnante è il mediatore per eccellenza, privilegiando, però, il ruolo di selezionatore dei mediatori didattici più validi.
In questa affermazione del Prof., mi è molto piaciuta la puntualizzazione sull'importanza di curare il clima e il tono educativo, fondamentali per favorire gli apprendimenti.
b)La seconda cosa, sempre tratta dal suddetto modulo, riguarda la spiegazione del termine "mediatore":indica la posizione e la funzione che essi assumono, in senso culturale ampio, collocandosi tra la realtà e il soggetto, e permettendo a quest'ultimo di costruirsi una rappresentazione della realtà.
Per quanto riguarda i quesiti posti da Lele, sono d'accordo con lui nel dire che un solo mediatore è riduttivo. Nella scelta tra i 4, ho scelto anch'io gli attivi, in quanto credo che siano molto efficaci nella Pedagogia Speciale. Chiaramente da arricchire ed integrare con altre proste di vario genere e natura! Inoltre, penso che i mediatori vadano scelti in riferimento sia al deficit che agli stili cognitivi dell'allievo.
Beh.....un segnale di fumo che vi porti un grande abbraccio, AUGH a tutta la tribù! Vento nei capelli
finalmente ci sono anch'io. Mi sento9 un po' stupida in questo contesto. Si può dire o devo pesare le parole? Vediamo se compare il messaggio e poi vi dirò qualcosa sui mediatori...ke stress. Un bacio a tutta la tribù
Adesso manca solo Ciro che si sarà perso nei meandri del Dialogo dell'Amore...Un grazie speciale a Orso Buono per il blog e a Vento nei Capelli per i suggerimenti che mi hai dato.
Augh,
ho inserito due link segnalati da Eugenio, dateci un occhio (non di lince) sono interessanti. Mozione d'ordine: per il futuro provate a inserirli voi i link, penso sia possibile.
a presto
Grazie Lele
Io avevo fatto un mix dell'argomento IROMEC Interactive Robotic Social Mediators as Companions( Mediatori sociali robotici interattivi come compagni), ma meglio inserire direttamente i link.
Il problema è come linkarli.
Credo che solo l'autore del blog possa farlo.
Eugenio
Si fa un gran parlare di mediatori, ma in realtà perchè sono così importanti nel processo insegnamento-apprendimento? A mio parere sta proprio nel facilitare l'apprendimento, che come ormai tutti sapete dipende dalle caratteristiche cognitive, emotive, relazionali e deficitarie o meno del soggetto. Le strategie d'apprendimento consistono nella ricezione di un sms, riconoscimento, integrazione delle informazioni intero, estero e propriocettive e rielaborazione di una risposta motoria che può essere frutto di un adattamento all'ambiente. Il soggetto si adatta all'ambiente, quindi apprende sulla ri-costruzione che effettua sulla realtà tramite sistemi simbolici. Il ruolo dei mediatori, quindi è quello di mediare tra il soggetto e la realtà, tra la realtà e la rappresentazione che di essa il soggetto si fa. A volte può succedere che la realtà può presentarsi all'individuo distorta, per es. per un deficit uditivo, visivo, cerebrale, ecc. ed proprio allora che la scelta di un mediatore sull'alltro o la loro integrazione diviene fondamentale (anche nei normodotati). Ad es. per un audioleso il mediatore iconico è quello privileggiato, mentre quello simbolico rappresenterà solo un punto di arrivo e non di partenza, ecc. Per quanto concerne il processo d'insegnamento di cui parlavo sopra è già a voi tutti noto che può dipendere dal proprio stile d'insegnamento e quindi a volte il docente tende ad utilizzare più un mediatore che un altro. Mi associo a Lele e Floriana nel ribadire come la conoscenza, quando essa esiste, di più mediatori da parte del docente favorisce maggiormente l'apprendimento (stili cognitivi). Personalmente preferisco il mediatore attivo, dell'esperienza diretta che coinvolge attivamente il soggetto, e quello analogico, anche se uso tutti gli altri.
Un bacio...Nube che corre
(ANSA) - TOKYO, 23 AGO - "Un dispositivo creato dall'universita' di Osaka, in Giappone, permettera' di controllare l'iPod con i muscoli facciali. La novita', che fara' felici i milioni di pendolari giapponesi che ogni giorno viaggiano in treni stipati all'inverosimile, permette di inviare impulsi al lettore mp3 per riprodurre, fermare o saltare i brani. Si basa su sensori posti su comuni occhiali da vista, che captano i movimenti dei muscoli facciali in base a specifici movimenti della bocca".
Pensate alle possibili applicazioni.....fantastico!
ragazzi, hanno pubblicato i risultati della Antonello...per fortuna superati!(stavolta temevo veramente!)
Mamma mia!L'ho superato anch'io con un glorioso 24!In bocca al lupo e dateci notizie...belle, però! Per quanto rigurda il ritrovato tecnologico giapponese.....sapete già quali emozioni scuscitano in me queste diavolerie!!! BEDDA MATRI! un bacio FLO
Anch'io l'ho superato (25)...ecco perchè ho scelto Venezia per il 3 settembre...ho bisogno di serenità. Con affetto Nube che corre...questa volta ho corso sul serio
Vi informo che sul nuovo sondaggio è possibile scegliere più di una risposta.
P:S: io 22!
Buongiorno a tutta la tribù! ho dato un'occhiata ai link che avete inserito,...veramente interessanti! A differenza della diavoleria giapponese,IROMEC mi ha entusiasmato. Tramite il gioco, (nel filmato si notava perfettamente), i bambini eseguivano tutti i movimenti suggeriti dal robot e si creava una relazione. Credo che siano degli studi importanti e che possano costituire una risorsa per i mediatori del futuro, soprattutto a favore dei bambini con disturbi affettivo relazonali...
Sempre che il settore "scuola" e la "disabilità" saranno inclusi nel ventaglio degli interessi del Ministero della Pubblica Istruzione!... visto le polemiche di questi giorni !! Comunque , complimenti per l'esito positivo dell'esame dell'Antonello,...e Gramigna, come va? Con Daniela ci vedremo a Venezia, e... il resto dela tribù cosa intende fare? Buon fine settimana, un abbraccio FLO
ti invito, cara Flo, a riflettere sulle infinite possibili applicazioni della "diavoleria giapponese" per esempio per soggetti che non possono usare gli arti, potrebbero far funzionare, ad esempio, una casa robotizzata e controllare dall'apertura delle porte ai riscaldamenti etc. muovendo semplicemente i muscoli facciali!
I Limpido saranno a Venezia dal 3 al 6.
A presto!
Si, è vero...potrebbe avere degli sviluppi di applicazione molto validi per le persone paralizzate. Comunque...sono contenta che la Lucido's family sarà a Venezia!! FLO
si...Lucido....ma chi si 'mbriaca?
si...Lucido....ma chi si 'mbriaca?
In effetti, sembrerebbe di si.
Per quanto riguarda i mediatori, non dobbiamo dimenticarci che è fondamentale il rapporto con educatore. 'Nell'ambito scolastico tra i mediatori più significativi ed incisivi sull'allievo (…) sono proprio il clima e il tono educativi, creati dalla qualità dei rapporti interpersonali' (Larocca).
E' vero che IROMEC nasce soprattutto per venire in contro a quei bambini con disturbi affettivo relazonali, ma dove la mettiamo l'esprit de finesse, l'eccedenza, l'ulteriorità, l'attesa, la saggezza educativa, ecc. Con troppa tecnologia, si corre il rischio di esagerare!!!
P.S anch'io ho superato l'esame Antonello, 23!
volentieri pubblico questa lettera segnalatami da OdL (meglio che mettere il link).
Sono una docente di sostegno che, per una particolare combinazione, si trovava ad assistere agli esami di stato di due alunni disabili dell’IPSIASS di Acireale -indirizzo servizi sociali. Istituto che vanta un’esperienza ventennale, ed esemplare, nel campo dell’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili.
Certa di trovarmi di fronte a docenti di provata professionalità, e fidando in questo, mi disponevo all’ascolto, con un pizzico di preoccupazione, per l’esame di Francesca (nome di fantasia), una ragazza con ritardo mentale per la quale era stata predisposta una programmazione curricolare, che presenta, peraltro, un profilo personologico caratterizzato da estrema timidezza con frequenti esiti in blocchi cognitivo-emotivi.
Come dicevo prima, mi disponevo ad un sereno ascolto senonchè la mia serenità ebbe a turbarsi per l’atteggiamento di dichiarata ostilità dimostrata da alcuni dei membri esterni della commissione, nei confronti dell’alunna e della insegnante di sostegno a supporto di quest’ultima. La ragazza, fornita di tesina, stava sostenendo l’esame con il membro interno di italiano e storia, quando sento, da più di un membro esterno della commissione, una inopportuna considerazione sul fatto che la studentessa tenesse la tesina aperta davanti a sé; la presidente e l’insegnante di psicologia ebbero a dire che avevano compreso appieno le capacità di lettura della ragazza, ma che non sembrava loro corretto, né giusto nei confronti degli altri studenti, che l’allieva la tenesse aperta, esprimendo, nel contempo, dubbi sulla opportunità dell’aiuto fornito dall’insegnante di sostegno. Mi preme sottolineare che la collega di sostegno si limitava ad una riformulazione delle domande del docente e che la studentessa, dal canto suo, non sembrava leggere ma, piuttosto, ripetere, con parole sue, il contenuto degli approfondimenti. La collega di sostegno ribadiva, cercando il conforto del Prof. d’italiano, che il percorso scolastico dell’alunna si era svolto con quelle modalità a cui lei ora si stava scrupolosamente attenendo. Il collega d’italiano esprimeva il suo assenso alle affermazioni di questa.
Già questo avvio non faceva che aumentare la mia preoccupazione per il disagio dell’allieva e, nello stesso tempo, mi procurava un sottile malessere per l’appartenenza ad una categoria di lavoratori spesso, ma per fortuna non in tutti i casi, inconsapevole del proprio mandato professionale, che dovrebbe dedicare particolare attenzione alle problematiche di tutti quegli alunni in difficoltà, ed in special modo a chi queste difficoltà le ha certificate, e che costituiranno il pesante bagaglio da portare a fatica nel difficile percorso della loro fragile vita.
Devo confessare che a questo punto si fece strada in me il sospetto che questi “professori” non avessero nemmeno avuto l’accortezza di documentarsi in merito e che tutto sommato avessero già deciso il loro verdetto. Comunque sia l’esame continuava e Francesca, ancora non pienamente consapevole del clima già instaurato, proseguiva, con il suo tipico impaccio, con l’esame di cultura medica. Il docente di cultura medica, nonostante l’apparente disponibilità espressa alla ragazza prima che questa sostenesse l’esame (si era, prima della prova, avvicinato a Francesca- che attendeva il suo turno in vicepresidenza, insieme a me ed all’insegnante di sostegno- con parole di conforto tese a rassicurarla dicendole ”Non ti preoccupare, ti farò domande solo sull’argomento che porti. Cosa porti?” e la ragazza con tono timido e sorriso imbarazzato rispondeva ”L’enuresi”, lui continuava “Bene, ti chiederò l’enuresi ed alle domande a cui non saprai rispondere faremo rispondere alla tua insegnante” e così sorridente e sicuro del suo potere si allontanava), la invitava a parlare ma dopo un po’ la interrompeva facendole domande specifiche sulla prova scritta da lei sostenuta. Iniziava domandandole della sindrome di Turner (precisando, con un velo di ironia, che utilizzava una pronuncia impropria, “turner”piuttosto che “tarner”, per facilitarla) e poi altre domande ancora, in un susseguirsi di questioni di una certa complessità, di cui non ricordo bene, e quindi, rivolgendosi alla collega di sostegno ed alla commissione tutta, esprimeva dubbi sull’autenticità della prova scritta: ovviamente tutto questo con l’alunna di fronte che diventava, sempre più, meno protagonista del suo esame e, sempre più, vittima dei commenti sfrontati dei suoi esaminatori. Francesca si curvava ed anche la sua voce seguiva la curva delle sue spalle flettendosi sino a diventare un sibilo poco percepibile. Interveniva, con evidente imbarazzo, il Prof. di lettere invitando il collega a terminare il suo “esame” per procedere con la materia successiva. Bene! Ora era il turno della collega di psicologia, che dopo aver ascoltato poche parole della studentessa sull’argomento da quest’ultima prescelto la interrompeva con un sorriso bonario, o ironico a seconda dei punti di vista, per farle una domanda a piacere; la ragazza interveniva esprimendo la sua predilezione per i bambini, quelli piccoli che piangono perchè vogliono la mamma…. Si passava all’esame di diritto, poi a quello d’inglese infine, per fortuna a quello di economia aziendale condotto da una docente, membro esterno, con apprezzabili capacità di empatia e di ascolto: l’unica che sembrava volesse smorzare il pesante clima di disagio, consentendo alla ragazza di parlare sull’argomento della tesina e fornendole aiuti e suggerimenti utili, sebbene oramai l’alunna apparisse visibilmente sconfitta, il suo tono giù, e ormai a pezzi, le sue scarsissime ed incerte sicurezze.
Questo l’esame di Francesca ma ora avveniva il miracolo: quanta bontà, quanta disponibilità per Filippo (altro nome inventato), un ragazzone visibilmente imbarazzato ma che aveva la “fortuna” di seguire un percorso differenziato. Filippo presentava un programma in Power Point su un itinerario per le vacanze. Allora giù con i sorrisini, “Ma dove ci porti di bello?” “Che bel posto, ci voglio andare per le vacanze” “Ma guarda un po’ costa solo otto euro, ci vado di corsa” - per scoprire più in là con un certo imbarazzo, e grazie all’intervento di un membro interno, che si trattava di un campeggio e il prezzo si riferiva ad una singola persona. Il prof. di cultura medica- vanto della classe docente, che in una pausa nei corridoi sfoderando la sua professionalità, già abbondantemente comprovata, confortava gli studenti comunicando loro che sicuramente qualche bocciato ci sarebbe stato - rivolgendosi bonario a Filippo : “Ma quanti anni hai”, e ancora, “ Lo sai cosa penso, vedo per te un futuro nell’informatica”.
Ma quale il futuro per questi ragazzi, chi vittima di un pietismo compassionevole al limite della nausea e chi vittima di una scarsa e superficiale attenzione condita da una infastidita tolleranza che però non può fare sconti, pena l’ingiustizia verso chi ci può dare maggiori garanzie? E se in un prossimo futuro potremmo capitare nelle mani di un deficiente certificato piuttosto che in quelle rassicuranti di un deficiente non certificato? Ma non stiamo qui a perdere tempo ed a impensierirci perché il loro futuro, bene che vada, è tra gli affetti dei loro parenti preoccupati per una loro idonea sistemazione: Francesca come ricamatrice tra benevole suore e Filippo a casa a giocare con i videogiochi e a guardare la TV.
Lucia Gallina
Da più di 10 anni il Convegno biennale La Qualità dell'integrazione scolastica rappresenta un momento fondamentale di incontro e di confronto a livello nazionale per quanti si occupano di temi legati all'integrazione: insegnanti, educatori, psicologi, pedagogisti, genitori, ecc…
Un tema sempre più importante e decisivo per la Qualità del nostro sistema scolastico e molto “sentito” dal mondo della scuola, come dimostra il grande successo della passata edizione del Convegno (Rimini, novembre 2005) che ha visto la presenza di quasi 5.000 partecipanti, con più di 200 relatori di fama nazionale e internazionale. Un risultato davvero straordinario che conferma come tale manifestazione sia diventata un appuntamento irrinunciabile per chi è sensibile a queste tematiche e vuole approfondirle.
Andrea Canevaro (Università di Bologna) e Dario Ianes (Università di Bolzano)
Struttura del Convegno
3 Sessioni plenarie
77 workshop di approfondimento
Spazio aperto agli interventi liberi
Esposizione di software e materiale didattico
3 Sessioni plenarie
Venerdì 16 novembre, sabato 17 novembre e domenica 18 novembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Ospiti speciali:
> Niccolò Ammaniti "Scrivere delle paure dei bambini" (Intervistato da Marino Sinibaldi)
> Edward De Bono "Imparare a pensare"
> Leonardo Fogassi "I neuroni specchio"
77 workshop di approfondimento
Nei pomeriggi di venerdì e sabato ogni partecipante avrà la possibilità di frequentare due workshop di approfondimento di due ore ciascuno (14.00-16.00 e 16.30-18.30) o uno di quattro ore (14.00-18.00).
Le passate edizioni (.pdf)
Ministero della Pubblica Istruzione
Il Centro Studi Erickson, con decreto del 31/03/2003 e rinnovato in data 12/06/2006, è stato accreditato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la formazione del personale della scuola. Le iniziative promosse dal Centro Studi Erickson, in qualità di ente accreditato dal Ministero della Pubblica Istruzione, danno diritto all'esonero dal servizio del personale della scuola che vi partecipi, nei limiti previsti dalla normativa vigente.
Ministero della Sanità: crediti ECM
Il Convegno è in fase di accreditamento ECM per le figure di Psicologo, Logopedista, Educatore professionale e Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.
Iscrizione al convegno
Quote di iscrizione:
Euro 118,00 quota normale di partecipazione
Euro 105,00 quota per abbonati a riviste Erickson, per i soci degli enti patrocinatori, per insegnanti e operatori della regione Marche ed Emilia-Romagna
Euro 150,00 quota per chi si iscrive dopo il 04/11/2007
Direzione scientifica
Prof. Andrea Canevaro
Prof. Dario Ianes
Coordinamento scientifico
Dott.ssa Silvia Dalla Zuanna
Per maggiori informazioni
Segreteria organizzativa
Michela Mosca
Loc. Spini 154, settore E - 38100 Gardolo (TN)
Tel. 0461 950747 Fax 0461 956733
e-mail: formazione@erickson.it
Scusate ho segnalato quella lettera che è fuori argomento, ma leggendola rimane dell'amaro in bocca e non si può non inserirla.
In fin dei conti, in quella situazione occorreva il ruolo di mediatore, meglio ancora, il mediatore aculturale.
Nel senso di rimuovere gli ostacoli dell'ignoranza e del pregiudizio, per favorire lo scambio e la comunicazione tra soggetti.
ciao a tutti gli amici della tribù, chi vi scrive è Cavallo Selvaggio, devo confessarvi che ho finito la mia corsa nel momento in cui ho preso visione dei risultati pubblicati dall'Antonello, naturalmente TROMBATO. A vederli mi è passata per un momento la voglia di continuare in questo percorso, ma poi riflettendo tra me e me ho detto:< ma se alla prima battuta d'arresto reagisco in questo modo che ne sarà del mio futuro ruolo di insegnante di sostegno nel momento in cui si presenterà un caso grave, ci rinuncio?>. Sicuramente no e quindi, non facendo del mio fallimento un fallimento per gli altri ho alzato la testa, ho preso coscienza di ciò che mi aspetta da qui alla fine del percorso è ho ricominciato a correre.
Ho letto i vostri commenti e visionato i link, sono tutti interessanti e stimolanti di approfondimenti. Naturalmente la domanda è d'obbligo: < quando ciò sarà possibile visto che piovono scadenze da tutte le parti?>.
Un saluto a tutti Voi e alla prossima diagnosi!!!!!!!
Più che ubriaca!! Però tra limpido e lucido ....c'è un legame:la bellezza!! Tra il caldo e il corso SOS, questo è il minimo che mi possa accadere, non ricordare bene i nomi e andare per "mappe concettuali"!!La lettera scritta da una collega sugli esami di Francesca fà "bollire" il sangue nelle vene dall'indignazione! Come è possibile non avere nessuna consapevolezza del proprio ruolo e nessuna capacità empatica! Sicuramente i membri della commissione , per ingiustificata superficialità,non avevano neanche preso visione del fascicolo personale della ragazza e comunque
......avevano commesso un errore a monte: avevano sbagliato mestiere!!
Purtoppo in questo errore ci cadono in molti: spesso l'imsegnamento è visto come una buona opportunità di lavoro, che impegna prevalentemente solo la mattina, che lascia molto tempo libero,compreso le ferie nei mesi estivi; talvolta rappresenta un vero e proprio ripiego per i professionisti che non hanno avuto successo nelle loro professionalità. Per questo mi piacere veder una scuola ben diversa, con un orario di lavoro prolungato, con uno stipendio adeguato al ruolo, all'importanza e alla responsabilità sociale che l'insegnamento esige, con docenti "a tempo pieno", veri e propri professionisti della scienza dell'educazione. Lascerebbero la scuola tutti quelli "parcheggiati", e avremmo sicuramente gente più consapevole del proprio ruolo. Insomma imporre una scelte e non permettere di fare l'insegnante con la" testa" ai vari studi, progetti e agenzie immobiliari, ...come un pò siamo costretti a fare noi precari! A Cavallo Selvaggio un augh speciale di solidarietà!! Un bacio FLO
a Cavallo S. dico: ci mancherebbe che un piede nero si arrenda alla prima difficoltà (ma neanche alla seconda)!
a Vento n.C. dico: sono d'accordo con te, molto spesso la professione di insegnante è usata come "sicurezza" da professionisti alle prime armi o, peggio, come seconda professione (perchè la prima rimane quella in cui non è lo Stato a pagarti regolarmente anche se non fai un c....), è anche un retaggio meridionalista quello di avere comunque la sicurezza di un posto statale, ma non mi piace mai generalizzare e ti ricorderei la mancanza di umiltà che contraddistingue colleghi che, secondo loro, sono insigni pedagogisti, senza avere nemmeno quel minimo di sensibilità che è necessaria, non dico alla professione, ma proprio alla "umanità" di ogni singolo essere.
saluti da Lele "Lucido"
P.S. avete visto che ho messo pure il conta visite? (anche se si sono perse le prime 150...almeno!)
Mi correggo, 150 le abbiamo avute in un giorno!
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